| SAN REMO 2010 |
2/17/2010 |
La Morte Del festival Di Sanremo. Magari è ancora presto per scrivere sul
Festival, ci sono altre serate, è vero, ma quello che si è visto e sentito per
ora lascia veramente delusi. Pare che a tanta pubblicità, alla ricerca dei
presentatori giusti e della giusta immagine non corrisponda una uguale accurata
selezione delle canoni e degli artisti in gara. Non solo non c è nulla di nuovo
ma i pezzi sono scontati, fuori moda, mal interpretati con forzate
esagerazioni, non dicono nulla di poetico o veramente interessante. Ma dove
sono finite le belle canzoni d amore di una volta, gli artisti che per piacere
usavano solo la propria voce? Ma è arte scrivere canzoni che tentano in ogni
modo di stupire? Conviene forse dare fiducia allo spettatore attento e pensare
che possa rendersi conto della differenza tra la canzonetta ad effetto e un
pezzo che è frutto di un processo creativo, della dedizione, della vocazione a
un arte e del talento. Si può obiettare che un artista non può produrre sempre
ottimo materiale e che ci sono periodi di buio vreativo ma, nel frattempo, si
può anche stare a casa e continuare a cercare le parole giuste per una strofa
invece di propinare a tutti le prime banalità. Come diceva Benigni "...cercate
con cura le parole, la bellezza è cominciata quando qualcuno ha iniziato a
scegliere...a volte ci vogliono otto mesi per trovare una parola...e non
preoccupatevi, che per fare poesia una sola cosa è necessaria: tutto!". Se gli
ascolti non dovessero deludere con i 10.700.000 spettatori sarà principalmente il mal tempo in tutta Italia,
fattori che i vertici Rai non dovrebbero mancare di ringraziare. Aspettiamo con
ansia i prossimi sviluppi ma nel frattempo non c è da stupirsi poi tanto se il mondo ancora piange Michael Jackson.
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